Il Cobalt Leaching è un serio problema che si riscontra talvolta negli utensili ormai riconosciuto a livello internazionale. Questo problema determina una separazione del cobalto nello stato superficiale del materiale. Siccome il cobalto è l’aggregante utilizzato per la produzione del carburo di tungsteno una sua dissipazione determina una riduzione di legame e aderenza tra i carburi (carburo di wolframio e carburi misti) ed il rivestimento (PVD) con gravi problemi di usura precoce. Questo processo deve quindi essere assolutamente evitato per non compromettere l’utensile.
Le ragioni alla base di questo processo sono molteplici. Le principali possono essere implicate a fattori chimici e termici. Per questo motivo la scelta di opportuni lubrorefrigeranti utilizzati durante le fasi meccaniche di lavorazione è fondamentale per evitare il “Cobalt Leaching”. Anche i parametri di lavorazione (come ad esempio la portata del lubrorefrigerante, la pressione di rettifica, la velocità di avanzamento della mola, etc.) devono essere definiti in base ai materiali da lavorare e ai rivestimenti superficiali successivi utilizzati. Per assicurarsi che il rivestimento in PVD sia il più efficace possibile è necessario analizzare in dettaglio l’intero processo produttivo.

Sezione trasversale della levigatura del carburo di tungsteno rivestito al TiN che evidenza il fenomeno di “Cobalt Leaching” (a sinistra). La EXD-Linescan (sulla destra) mostra come l’impoverimento del cobalto sullo strato superficiale del carburo di tungsteno pregiudichi il legame aggregante tra il corpo in metallo duro ed il rivestimento superficiale dell’utensile. In queste condizioni non si può ottenere una buona adesione del rivestimento.